Inamidatura capi d’abbigliamento

inamidare capi abbigliamento

Inamidare alcuni capi d’abbigliamento consiste in una procedura che consente di rendere i tessuti piuttosto rigidi per evitare la formazione di antiestetiche pieghe. Nella maggior parte dei casi questo metodo viene utilizzato per le camicie dato che colli e polsini inamidati contribuiscono a mantenerle ben stesa anche dopo averle indossata per molte ore. Questo procedimento, oltre a conferire un aspetto ordinato ed elegante ai capi d’abbigliamento, li conserva puliti più a lungo dato che le particelle di sporcizia e di polvere vengono respinte dall’appretto.

Prima di tutto è necessario che le camicie siano perfettamente pulite, in quanto lo sporco impedisce l’adesione delle molecole di amido alle fibre del tessuto. L’asciugatura deve lasciare un certo grado di umidità agli indumenti per evitare che l’eccessiva secchezza possa ostacolare il contatto dell’amido con la stoffa. Bisogna poi procedere preparando la soluzione da impiegare per il procedimento; è consigliabile usare il comune amido che si acquista presso qualsiasi supermercato, miscelandone un cucchiaio da cucina con un litro d’acqua tiepida.

Il presupposto principale per realizzare una perfetta inamidatura è quello di ottenere una soluzione acquosa completamente omogenea, senza nessuna particella visibile di soluto, che potrebbe attaccarsi sui tessuti provocando la formazione di macchie. Per scongiurare questo rischio è necessario usare acqua tiepida, il cui ruolo è appunto quello di sciogliere perfettamente le parti solide di amido che, essendo un carboidrato complesso, è notevolmente idrofilo. La miscela così ottenuta deve essere versata in un contenitore spray e poi nebulizzata sulle parti della camicia che si desiderano inamidare; di solito si tratta di collo e polsi, anche se tutto l’indumento può subire questo trattamento.

Consigli pratici per una perfetta stiratura

Il segreto per inamidare perfettamente una camicia è quello di aspettare che la soluzione sia perfettamente assorbito prima di passare il ferro, perché la presenza di macchie di liquido sul tessuto contribuisce a formare aloni i cui contorni rimangono ben evidenti dopo la stiratura. Il ferro deve avere una temperatura adeguata, di media entità, quasi sempre corrispondente a quella di lana e tessuti delicati; infatti un ferro troppo caldo può “cuocere” l’amido producendo macchie bianche tendenti al giallastro.

Durante la stiratura è necessario che il ferro sia passato dolcemente sull’indumento, evitando troppa pressione; un falso convincimento è quello che la stiratura pesante sia più efficace, mentre invece succede esattamente il contrario. Spingendo il ferro sul vestito infatti, la superficie calda dell’apparecchio non consente all’amido di penetrare nelle fibre del tessuto e quindi l’inamidatura rimane superficiale e spesso inefficace.

Per ottenere un risultato ottimale è opportuno ripetere l’operazione sia nella parte anteriore che in quella posteriore del capo, per consentire una distribuzione omogenea dell’appretto. Bisogna evitare di piegare l’indumento per almeno trenta minuti dopo la stiratura con amido dato che l’aria deve completare l’operazione, garantendo l’eliminazione di qualsiasi tracia di umidità. Un utile suggerimento è quello di spruzzare soltanto una modesta quantità di soluzione d’amido per formare uno strato leggero, che deve essere distribuito uniformemente su tutta la superficie.

Bisogna infine ricordare che non tutti i tessuti possono venire inamidati; di solito le fibre naturali (cotone, lino, canapa) sono le più indicate per questo trattamento, mentre quelle artificiali (tessuti sintetici) e anche la seta non sono adatte e potrebbero peggiorare il loro aspetto.

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