La storia del ferro da stiro

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Ripercorrere la storia del ferro da stiro, uno degli elettrodomestici più utilizzati al mondo, è un viaggio entusiasmante ed elettrizzante.
Nel corso dei secoli, infatti, il ferro da stiro si è lentamente evoluto, cambiando materiali, sembianze e tecniche di riscaldamento.

Le sue origini risalgono ad epoche lontanissime. Con il trascorrere dei secoli, si è passati da un primo modello a freddo, fino ad arrivare agli esemplari a caldo in ferro, ghisa e carbone.
L’avvento dell’elettricità ha portato alla creazione dei primi ferri con piastra d’acciaio a riscaldamento elettrico.
Quindi, è stato realizzato il ferro da stiro a vapore, fino ad arrivare agli attuali modelli a caldaia.

Insomma, il ferro da stiro può essere considerato il più antico elettrodomestico della storia.
Secondo fonti certe, il primo esemplare è stato rinvenuto nell’Antico Egitto. Si tratta di uno strumento rudimentale, pesantissimo e piatto, che pare fosse chiamato lisciatoio.
Gli Egizi lo usavano a freddo sulla stoffa umida, per creare le pieghe.

Il primo modello a caldo, invece, è databile intorno al 200 d.C. e venne realizzato in Cina dalla dinastia Han.
Si trattava di una specie di contenitore in bronzo, che veniva riempito con la brace. Il manico era in legno, per isolare il calore.
Veniva usato presso la corte cinese per spianare le pregiate stoffe in seta ed eliminarne le pieghe.
Anche gli antichi Romani usavano la stessa tecnica: passavano sui tessuti delle lastre in bronzo dotate di manici, in modo da eliminare le grinze dai tessuti.

Intorno al 1200, nel Basso Medioevo, si assiste ad un’altra evoluzione del ferro da stiro.
Si diffondono degli esemplari in ferro battuto, pesanti, poco pratici e particolarmente scomodi da usare.
Data la loro scarsa funzionalità, negli anni successivi si cercarono di creare modelli di ferro da stiro più leggeri e maneggevoli.
Si optò per ferri realizzati con metalli fusi, sempre scaldati sulle brace, o in forno.

Nel 1737, Isaac Wilkinson produsse il primo ferro a soffietto. Consisteva in un recipiente in cui veniva inserito il carbone incandescente, che doveva essere alimentato tramite un soffietto, per facilitare il passaggio di ossigeno.
Inoltre, Wilkinson fu il primo ad attribuire al ferro da stiro la forma a punta. In questo modo, era più facile fallo scivolare sulla stoffa.

Finalmente, nel 1891, arrivò una grande svolta nell’evoluzione del ferro da stiro; Henry Seeley produsse e brevettò l’Electric Flat Iron, il primo ferro da stiro alimentato ad elettricità.
Se si era eliminato il problema del riscaldamento, purtroppo sussisteva quello del peso e della scomodità.
Questo modello, infatti, con il suo manico di plastica e la piastra in acciaio, raggiungeva i 7 Kg di peso.

Il XX secolo vede diffondersi anche il ferro da stiro in ghisa. Oltre ad essere particolarmente pesante, la ghisa non manteneva il calore per lungo tempo.
Ed ecco che, nel 1926, viene inventato il primo ferro da stiro a vapore, chiamato Eldec.
Stirare con l’aiuto del vapore agevolava di molto la situazione.
Negli anni ’70, questo modello ebbe una successiva evoluzione: venne inserito il serbatoio e furono realizzati una serie di fori sulla piastra, così da agevolare la fuoriuscita del getto di vapore.

Con l’evolversi della tecnologia, al ferro da stiro vengono aggiunti manopole e pulsanti per la regolazione della temperatura e del vapore.
I modelli diventano sempre più leggeri e funzionali. Negli anni ’80 arriva l’ennesima innovazione: nasce Vaporella, il primo ferro da stiro per uso professionale, con caldaia a pressione.
Da allora, lo sviluppo tecnologico ha permesso di realizzare ferri da stiro sempre più funzionali ed efficienti, per una stiratura perfetta ed impeccabile.

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